Il nuovo lavoro sarà «con» la comunità

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di Johnny Dotti

Oggi lavorare per la comunità significa innanzitutto lavorare con la comunità. Lavorare per le persone significa lavorare con le persone. Questo atteggiamento di fondo introduce ad un immaginario e ad un azione profondamente diversi da come nel passato secolo abbiamo sviluppato i diversi lavori di prossimità e i servizi di welfare. Di fronte ai tre grandi fenomeni che da ormai tre decenni attraversano a passi spediti la nostra società, si tratta di provare ad interpretare questo tempo attraverso circuiti virtuosi rinnovati e non attraverso la continuazione di apparenti consolidate abitudini, ormai decadenti.

I tre radicali fenomeni che stanno cambiando il quadro quotidiano della nostra convivenza, del nostro stare in relazione con noi stessi, con gli altri e con il mondo sono: gli assetti demografici, i flussi migratori, la tecnocrazia. Questi tre fenomeni hanno tra loro un evidente intreccio, nel loro procedere nel tempo e nello spazio, che crea ulteriori situazioni e sottofenomeni rilevanti. Negli ultimi trent’anni abbiamo assistito ad una massiccia entrata delle ‘professioni sociali’ nei nostri contesti di vita. Sulla scia delle diverse specializzazioni derivate dalla disciplina medica sono entrate sulla scena moltissime figure professionali sul versante socio-educativoassistenziale. Se contiamo ‘l’esercito’ delle badanti (all’ultimo gradino gerarchico della scala di riconoscimento sociale) possiamo tranquillamente affermare che si sono creati più di due milioni di posti di lavoro. Abbiamo assistito inoltre all’emersione di forme organizzative ed economiche nuove che oggi trovano anche la loro complessiva legittimità all’interno della legge quadro sul Terzo settore.

C’è da aggiungere inoltre che in particolare sul versante ‘privato’ si va allargando l’area di intervento e quindi di mercato e di investimento su tutto ciò che attiene ai servizi alla persona. In questo caso è la tecnologia digitale che costituisce lo strumento di penetrazione (si pensi ad esempio alle diverse piattaforme di welfare aziendale che stanno prendendo piede a valle dei diversi contratti). Il paradigma si è retto sino ad ora su un’idea prestazionale e specialistica, erogativa ed individualizzata. Da una parte gli utenti dall’altra gli esperti. Insomma anche i servizi alla persona hanno seguito (al di là delle retoriche politiche di ogni colore) il potente destino della società dei consumi. A bisogno individuale risposta specializzata di un esperto professionista (singolare o plurale) con il suo apparato specifico di tecniche e strumenti. Pubblico, privato e terzo settore hanno prevalentemente seguito questa strada, con poche eccezioni.

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