La miopia è ancora al potere

0
3924

di Alessandro Cacciato

AL SUD DEL SUD – Per il terzo anno consecutivo l’azienda di Larry Page e Sergey Brin ha scelto la Valle dei Templi quale cornice per il “The Camp 2017”, convention annuale organizzata da Google che ospita i principali protagonisti del mondo economico internazionale. È grazie alla bellezza imperitura di questo sito, che una delle più importanti aziende a livello mondiale sceglie di ospitare i propri clienti ed amici in Sicilia, in un territorio, nostro malgrado, ancora ricco di debolezze.
Non soltanto importanti imprenditori, ma anche personalità del mondo dello spettacolo sono arrivati in provincia di Agrigento. Hanno circolato per le autostrade inesistenti, sono approdati in porti fatiscenti ed atterreranno in aeroporti distanti almeno un paio di ore da uno dei panorami più suggestivi al mondo.

PESSIMISTA? – Quest’articolo vuole essere tutt’altro che pessimista e polemico ma dobbiamo sempre ricordarci che la bellezza naturale del paesaggio e l’imponenza della Valle dei Templi non sono stati creati dall’uomo (il primo) e dai nostri contemporanei (il secondo), anzi i nostri nonni hanno fatto di tutto per deturpare, in generale, quello che ci circonda, ma nonostante tutto disponiamo ancora di una bellezza e di una ricchezza inestimabile.

L’EVENTO – Non nascondiamoci che il “The Camp” sia un evento oggetto di vanto per i cittadini del luogo; poter essere, almeno per una settimana, presenti sulla stampa internazionale sotto l’aura del gossip è sicuramente gratificante. Sono fioccati puntualmente i selfie e le indiscrezioni sui menu e outfit dei vip e fortunatamente è arrivato un po’ di ossigeno per il settore turistico, che ha avuto l’opportunità di poter godere, gratuitamente, di una vetrina internazionale di tutto rispetto.
Ma come rendere tutto questo più organico? Come evitare l’effetto “fine della fiera”, ovvero quel triste oblio che si vive quando la luce dei riflettori inizia a farsi sempre più blanda, quando i selfie finiscono di accumulare like ed altri eventi, altrettanto prestigiosi ma organizzati in location differenti, attirano i turisti altrove?

UN NUOVO INGREDIENTE – Necessita un nuovo ingrediente, quasi sconosciuto nelle nostre italiche latitudini: la “visione”.
È chiaro agli occhi di tutti che, rispetto a 5/10 anni fa, tutto attorno a noi è parecchio cambiato. Oggi, per la prima volta nella storia, abbiamo la fortuna di essere super informati grazie alla diffusione della rete internet, fruibile continuamente grazie agli smartphone che teniamo sempre meno in tasca. La tecnologia è, e sarà, sempre più accessibile e l’innovazione – sociale, politica ed economica – comincia a radicarsi al sud con esempi virtuosi che funzionano. Ma a dominare la scena è, ancor oggi, la tendenza a guardare indietro piuttosto che impegnare le energie nella visione del futuro, quel futuro che è un po’ più prevedibile.
Oggi più che mai.

SICILIA A VOCAZIONE TURISTICA – Prendiamo come esempio il settore del turismo: chiunque di noi può organizzarsi un viaggio attraverso piattaforme on line che indicano i luoghi dove pernottare a costi vantaggiosi e dove gli stessi viaggiatori condividono le proprie impressioni; riusciamo a volare a basso costo acquistando i biglietti on line; possiamo scegliere le nostre mete e studiare gli itinerari grazie a mappe satellitari che proprio Google mette a disposizione gratuitamente. Non solo, quest’ultimo indirizza milioni di turisti in base all’indicizzazione dei risultati forniti dai suoi algoritmi, pertanto Google risulta essere il protagonista assoluto anche nel settore dei viaggi, influenzando milioni di persone sulle destinazioni turistiche.
Alla luce di tutto ciò, il fatto che quel protagonista bussi alla porta di un ente pubblico – gli uffici del Parco Archeologico – è una straordinaria opportunità.

RICHIESTE INEDITE – In questi tre anni all’azienda di Mountain View è stato concesso l’affitto di una porzione del Parco Archeologico di Agrigento in cambio di un prezzo da pagare, per poter godere in modo esclusivo di un patrimonio dell’UNESCO.
Ma invece di applicare un prezzo a qualche cosa di inestimabile, perché non mettere in gioco l’ingrediente della visione? Perché non instaurare un dialogo inedito che possa dare una svolta al corso della storia della nostra terra? Perché non chiedere una partnership al colosso mondiale della tecnologia?

FACCIAMO UN GIOCO? – Vi chiedo un solo minuto per seguirmi in questo breve gioco d’immaginazione, dove il direttore del Parco Archeologico, o chi per lui, ospiti gratuitamente i gota dell’innovazione mondiale e chieda in cambio un accordo per creare, in una piccola area ricadente all’interno dei 1300 ettari di uno dei parchi archeologici più grandi d’Europa, una struttura di ricerca che possa fornire supporti tecnologici all’esperienza della visita alla Valle dei Templi, magari in accordo con il CUPA (Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento) che non riesce ad essere più attraente per i nostri giovani siciliani e che oggi rischia la chiusura.
Immaginiamo ancora che venga proposta una corsia preferenziale per l’indicizzazione della Valle dei Templi nei risultati di ricerca di quella popolazione mondiale che abbia voglia viaggiare nel sud Europa o che sia appassionata al mondo dell’archeologia, o che venga proposta una qualunque altra idea che sia in linea con il futuro in termini di mobilità, visori 3D, animazione, etc.
Tutto ciò non attrarrebbe milioni di persone contribuendo ad arricchire il flusso turistico in Sicilia?
Perché non tentare nuove forme di dialogo e di progettualità?

OSARE – Oggi l’attore pubblico deve osare nuove soluzioni poiché le politiche che ci hanno portato allo stato attuale delle cose, se non in qualche raro caso dove proprio il Parco Archeologico di Agrigento ha conseguito ottimi risultati, sono risultate fallimentari.
Da cittadino siciliano mi rivolgo alla classe dirigente, invitandola umilmente a puntare sulle visioni e sul quel pizzico di “follia” che quest’era obbliga ad avere.

LE “SANTE” PAROLE DI MARK – A conforto del mio ragionamento riporto le parole di Mark Zuckemberg, pronunciate qualche mese fa ai laureandi di Harvard, per riflettere sul tema delle visioni e della sana “follia”.
“Vi svelerò un segreto: all’inizio nessuno sa come si fa. Le idee non nascono già formate. Diventano chiare solo lavorandoci. Dovete solo iniziare. Se, prima di iniziare, avessi dovuto capire tutto sulle connessioni tra le persone, non avrei mai creato Facebook”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here