Solare: il concreto futuro della Sicilia

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di Alessandro Cacciato

Fra i pochi che dieci anni fa anticiparono la rapidissima crescita del solare nel mix energetico dei Paesi industriali, inclusa l’Italia, c’è Mario Pagliaro da anni impegnato al CNR a diffondere l’uso distribuito dell’energia solare fra famiglie, imprese ed enti locali. Nei giorni scorsi ha sorpreso tutti svelando in un’intervista a La Nuova Ecologia come il 5 giugno il prezzo dell’elettricità in Sicilia si fosse azzerato per molte ore: quelle centrali della giornata in cui a produrre chilowattora sono i 6 milioni di pannelli installati in Sicilia. Componente del comitato scientifico di Legambiente, il suo team ha da poco pubblicato le Linee guida per l’integrazione architettonica del fotovoltaico negli edifici in zone sottoposte a tutela paesaggistica o monumentale. Scopo: portare il solare a tutti i siciliani. Lo abbiamo intervistato.

Crede veramente che tutte le famiglie siciliane useranno presto l’energia solare?
Certo. E non solo le famiglie: ma anche le aziende e le pubbliche amministrazioni. I prezzi sono crollati al di là di qualsiasi più rosea aspettativa. E le tecnologie sono evolute a tal punto da rendere concreta la possibilità di autogenerarsi l’elettricità, il calore e il fresco con l’energia solare. Sono convinto che il nuovo governo regionale che si insedierà a novembre varerà fra le prime una legge sulla generazione distribuita dell’energia che renderà possibile a tutti generarsi dal sole l’energia di cui si ha bisogno, persino migliorando l’aspetto degli edifici. Siamo il Paese che ha inventato le tegole fotovoltaiche: splendide tegole in cotto che si trovano in decine di case del Veneto o della Toscana. Ma non in Sicilia, dove si contano sulle dita di una mano. Mentre il vincolo preventivo continua a scoraggiare famiglie e imprese dal ricorrere al solare.

Mi spieghi in concreto cosa può fare col solare un condominio delle periferie semi-abbandonate di Catania o di Palermo?
Può e deve solarizzare immediatamente il tetto con il fotovoltaico. L’energia generata azzererà i costi delle utenze comuni come l’ascensore, le pompe dell’acqua, la luce delle scale e degli spazi comuni. E potrà anche servire le singole unità abitative. Inoltre, le famiglie potranno dotarsi di semplici quanto potenti impianti fototermici posti in veranda o in balcone: che gli consentiranno di tenere spenta la caldaia da Aprile ad Ottobre, generando gratuitamente per molti mesi migliaia di litri di acqua calda disponibile a tutte le ore, anche di notte. Sono molti gli esempi concreti che abbiamo seguito e studiato proprio nelle due città più grandi della Sicilia: e i risultati ci confermano come il “retrofit” solare sia una necessità proprio a partire dalle periferie, dove più forte è il disagio economico.

E i soldi? Dove prenderebbe le risorse necessarie?
Dalle bollette che già le famiglie pagano ogni due mesi. Il costo degli impianti è divenuto così basso, che è sufficiente allocare una quota della bolletta per ripagare gli impianti in pochi anni, se non addirittura in pochi mesi, come avviene per il fototermico. Nel caso poi degli edifici popolari, dove vivono le fasce più povere della popolazione, dovrà essere il nuovo governo regionale ad usare con intelligenza una parte degli enormi fondi comunitari resi disponibili alla Sicilia per coordinare la solarizzazione degli edifici di proprietà degli istituti case popolari, che sono appunto amministrazioni regionali. Provincia per provincia. Casa per casa.

Alle presentazioni pubbliche de Il petrolio? Meglio sotto terra, ho portato con me in tutta la Sicilia un pannello solare ad aria. Ogni volta le persone restano sorprese. Mi dice dove li metterebbe subito?
In tutte le scuole siciliane. E in tutti gli edifici delle isole minori. E’ ridicolo che in Quebec le facciate delle scuole siano solarizzate con splendidi moduli ad aria, ed in Sicilia ad essere solarizzata col fototermico ad aria sia solo qualche abitazione. Così com’è assurdo che nel prossimo inverno, nel 2018, a Pantelleria o a Lipari le famiglie dovranno ancora bruciare combustibile per difendersi dall’umidità invernale e riscaldare le loro abitazioni. I moduli solari su facciata sono in grado di dargli ogni giorno abbondante aria calda e asciutta. Liberandoli non solo dalla bolletta, ma trasformando il livello di comfort nelle loro case.

Quando la Sicilia potrà liberarsi dal petrolio e dal gas naturale, passando integralmente alle energie rinnovabili? E’ un sogno per un domani che non faremo in tempo a vedere?
Un sogno? Già oggi produciamo un terzo dei 20 miliardi di chilowattora consumati in Sicilia da sole, vento ed acqua. Dieci anni fa eravamo a zero. Sarà sufficiente moltiplicare per 10 il parco fotovoltaico installato in Sicilia, per generarci dal sole pressoché tutto il fabbisogno ad un costo molto più basso di quello che paghiamo oggi, esportando pure energia pulita a Malta e nel resto d’Italia. E questo senza consumare terreno agricolo: ma solarizzando tutti i tetti, e tutte le aree inutilizzate come le decine di discariche esaurite, le cave abbandonate e i siti industriali che dovremo bonificare. Lo stanno facendo in tutta Italia: alle porte di Roma, hanno appena messo in funzione un impianto da oltre 60 megawatt in cui l’energia prodotta viene venduta con profitto ad un prezzo del chilowattora inferiore ai pochi centesimi di euro del prezzo unico nazionale.

 

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