Un viaggio, un romanzo e l’amore per il Sud: Antonio Manuel Marco Cascio si racconta

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“La partenza non è altro che l’inizio del viaggio di ritorno verso casa: questa frase, che tra l’altro scopriremo essere l’incipit di un nuovo romanzo, rappresenta la sintesi della storia che stiamo per raccontarvi.

Protagonista è Antonio Manuel Marco Cascio, tecnico radiologo per professione, amante della vita, dei viaggi e del suo Sud per passione. Classe 1985, originario di Alcamo, lascia la sua Sicilia per recarsi a Trento dove si laurea in Radiologia; per lavoro si sposta successivamente dalla Toscana all’Irlanda, passando dal Veneto e la Spagna, senza però mai dimenticare le sue origini, il “richiamo delle sue sirene”.
Dopo un periodo di “esilio” lungo dieci anni – la metà rispetto al viaggio di Ulisse – torna nella sua Itaca, ad Alcamo, dove oggi vive e lavora ritenendosi soddisfatto, appagato e felice. “Oggi ad Alcamo si vive bene – ci dice –  la città sembra essersi svegliata e sta vivendo un periodo positivo tra iniziative ed eventi, una nuova primavera.”

Svolge la sua professione con impegno e dedizione, ma quando può si ritaglia del tempo per viaggiare, scrivere e vivere nuove avventure, attività strettamente connesse tra loro.
Del suo periodo di “emigrato” e del suo essere lontano da casa, sorte per altro condivisa anche dal nonno, dal padre e più in generale da diverse generazioni di siciliani, ha infatti preso spunto per scrivere un libro, che verrà pubblicato a breve. Il titolo rivela stati d’animo ed emozioni contrastanti: “Di rabbia e d’amuri”.
“La rabbia è quella che si prova quando si deve andar via dalla propria Terra – racconta lo scrittore – spesso a malincuore e contro il proprio volere, in cerca di un lavoro e di un futuro migliore; l’amore è quello incondizionato nei confronti della stessa Terra, l’attaccamento alle proprie origini, ai propri luoghi, a quello che spesso si lascia con l’auspicio di poter tornare. Perché viaggiare è una delle cose più belle che possa esistere, ma si dovrebbe viaggiare con l’idea di tornare, e non in preda alla rabbia con un biglietto di sola andata. Anche se è pur vero che spesso il vero coraggio lo dimostrano quelli che restano, nonostante tutto, continuando a crederci.”

Chiedo ad Antonio come definirebbe questo libro, la sua risposta apre un mondo: è un viaggio di amore e di passione, per me è come se fosse un’anamnesi al Sud”. L’anamnesi in medicina è l’insieme di informazioni utili che vengono raccolte dai medici per poter effettuare una diagnosi sul paziente, nel nostro caso non potrebbe che essere il Sud; se però andiamo oltre la medicina possiamo ritrovare anche un significato più alto e profondo, legato al mondo filosofico, e al concetto platonico secondo il quale la vera conoscenza si fonda sul ricordo delle idee conosciute dall’anima prima del suo ingresso nel corpo, il che spiegherebbe come sia innato l’attaccamento di ogni siciliano verso la madre patria isola.

Nasce anche un altro aspetto interessante di questa storia: dal romanzo nasce un nuovo viaggio, ma stavolta diverso: una sorta di tour, da Sud a Sud, per toccare con mano, vedere con gli occhi e ascoltare col cuore diversi luoghi, alcuni di essi inserito anche nel romanzo. Quindici giorni – le sue ferie dal reparto di radiologia  – impiegate per questa nuova esperienza: partenza dalla Sicilia per raggiungere come meta finale la Campania; in mezzo ci sono la Calabria, la Basilicata e anche la Puglia.

In viaggio in solitaria a bordo della sua macchina, una grande Punto, “in questo momento è un punto interrogativo perché sono partito senza programmare molto e quindi voglio vedere cosa mi riserverà questo mio percorso; al  termine del viaggio credo diventerà un punto esclamativo per l’insieme di esperienze ed emozioni che avrò vissuto.” Perché Antonio Manuel Marco Cascio sta vivendo così questa esperienza, in modo “easy”, creando l’itinerario giorno per giorno, facendosi ospitare dagli amici che incontra lungo il suo percorso, godendosi ogni momento in maniera intensa, senza troppi programmi, un’avventura dopo l’altra e una continua scoperta, perché poi che viaggio sarebbe se non si dovesse perdere almeno un po’?

Una delle sue prime tappe è stata Messina: “Sapevate voi che anche in Sicilia ci sono le piramidi? Io ho avuto modo di vederla, a Messina, nella magica galleria d’arte che è il percorso della Fiumara d’Arte.” La scultura, ideata da Antonio Lo Presti, rappresenta la perfetta sintesi dell’universale, e la forma triangolare che non può non richiamare la Sicilia.
Da Messina, oltrepassati Scilla e Cariddi, il nostro amico arriva in Calabria: da Bagnara Calabra,  meta in cui  assiste allo spettacolo dei Mattanza – gruppo musicale che promuove la cultura popolare – a Reggio Calabria, per ammirare la maestosità, l’imponenza e la bellezza dei Bronzi di Riace; tante soste e molte tappe  fra le bellezze, i sapori e i profumi di una terra ospitale.
Neanche il tempo di rendersene conto ed eccolo a Matera, in Basilicata, in una terra in cui, come dice Rocco Papaleo “O ci credi o non ci credi” e lui ha scelto di crederci. “Mi piaceva l’idea di unire idealmente Matera, che sarà la Capitale Europera della Cultura nel 2019, a Palermo, che invece sarà Capitale italiana della cultura 2018; la cultura è un motore trainante per il nostro Sud.”
Il peregrinare di Antonio Manuel Marco Cascio terminerà a Napoli, anche questa meta non casuale. “È una città che mi ha dato tanto, oggetto troppo spesso di stereotipi ma che invece si presenta come una donna, bella ed elegante.”
La tappa napoletana ha anche un altro significato per il nostro scrittore: la casa editrice che ha deciso di pubblicare il suo libro, la Graus, si trova proprio a Napoli, la tappa sarà quindi anche l’occasione per rivedere insieme gli ultimi dettagli prima della pubblicazione del romanzo, prevista per fine giugno.
Quando gli chiedo come mai questa scelta, anche in questo caso, è stato il fato a porgergli la mano: “Sono andato alla casa editrice una mattina per caso, non avevo un appuntamento; mi trovavo a Napoli e avevo con me il mio manoscritto; un’amica mi ha spinto a provare: ho stampato due copie del libro e mi sono presentato. È andata bene.”

Terminato il percorso in Campania rotta verso casa, perché, come lui stesso ha scritto nell’incipit del suo libro  “La partenza non è altro che l’inizio del viaggio di ritorno verso casa”, perché il viaggio non è altro una forma di amore verso la propria libertà, la possibilità di vivere quante più esperienze possibili, è quella sensazione che muove qualcosa dentro noi facendoci spingere oltre i confini della nostra conoscenza, è la curiosità di assistere ogni giorno ad un nuovo miracolo di vita, la possibilità di affacciarsi al mondo con occhi nuovi, senza pregiudizi, ma mai tralasciando che il fine ultimo è il ritorno,  arricchiti di luoghi, profumi, persone ed emozioni.

Quelle che saranno le impressioni finali di Antonio Manuel Marco Cascio al termine del suo viaggio le scopriremo più avanti, se intanto volete seguire il suo spirito errante potete visitare il suo blog www.antoniomanuelmarcocascio.it

 

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