Il sano rischio dell’inesplorato

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di Johnny Dotti, imprenditore sociale

Da dove si genererà una nuova classe dirigente per in nostro paese? Quali sono le esperienze che formeranno e forgeranno le persone chiamate ad affrontare le grandi trasformazioni che sono già in corso all’inizio di questo nuovo millennio?

Se non vogliamo arrenderci fatalisticamente ad un sistema che prevede solo percorsi di addestramento comportamentale e di assuefazione culturale dobbiamo osare un po’ di speranza. Provare a concentrare le nostre forze e le nostre cure nel custodire luoghi di esperienza liberi e responsabili, che siano in grado di fecondare nuove teorie sociali ed economiche, nuovi linguaggi e nuovi atteggiamenti.

In questa prospettiva appaiono come promettenti luoghi di crescita tutti quei luoghi di vita che incrociano contemporaneamente una domanda nuova che si fa concreta , urgente ed importante,dentro il quotidiano, ed una risposta che ancorata alla concretezza umile dell’oggi , non rinuncia, anzi pretende, di estendersi nel tempo futuro. Una risposta che sa andare oltre il particolare, oltre il singolo territorio ed il singolo paese.

Non bisogna temere di esporsi e di esporre le nuove generazioni al rischio sano della vita. All’inesplorato. Al non ancora compiuto.

Da questo punto di vista il grande e profondo fenomeno dell’immigrazione è un significativo banco di prova di queste nuove forme di vita che siamo chiamati a generare.

Sia sul versante dell’analisi del fenomeno che su quella del suo “ buon governo”.

Un fenomeno radicale come questo, che impatta così prepotentemente sui nostri vissuti quotidiani e contemporaneamente ha molteplici sfaccettature e complessità ci provoca a fare esperienze nuove oltre la trita retorica dei nostri “ valori” ( sia a favore che contro).

Tutti siamo “ nudi” di fronte a questo fenomeno ed è evidente che le attuali risposte istituzionali sono ben lontane dall’aver incontrato la verità che questo fenomeno solleva.

Solo chi ha il coraggio dell’incontro che non conosce ancora la soluzione e la pazienza dello stare dentro l’esperienza saprà alla fine traghettare e traghettarci nel nuovo.

Conosco molte persone e molte organizzazioni in viaggio per questa strada. A loro va la mia stima e il mio sostegno ad allargare ed approfondire i confini del loro agire.

Ve ne sono in tutti i campi: nella scuola, nell’impresa, nella sanità e nell’assistenza, nella cultura e nelle arti. Hanno tutti una caratteristica in comune , si fanno interrogare da ciò che incontrano e non trovano rifugio nel già conosciuto. Sono intelligentemente e consapevolmente trasgressivi. In questi luoghi sta già prendendo vita il nuovo welfare, si rigenera la comunità e si stanno già formando i dirigenti di domani.

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